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Zona Thunder, PT. 64: Derby - Parte 1

Come ogni anno da ormai tre anni, eccoci al primo capitolo del match più atteso del basket (non solo) amatoriale carpigiano, fra Carpi City Thunder e Carpine, questa volta con la gara d’andata che si disputa alla Thunder Arena, gremita anche se forse non più di altre volte, principale responsabile sicuramente il meteo carpigiano spietatamente freddo e uggioso che non lascia tregua nemmeno ai giocatori, figuriamoci ai tifosi.

In ogni caso, il derby è sempre il derby e l’atmosfera non si fa certo ammazzare dal freddo prenatalizio, con entrambe le squadre pronte a darsi la solita battaglia sportiva senza tregua sul terreno di gioco, alla faccia delle assenze pesanti che condizionano entrambe.



Ho scritto ormai così tante volte della stracittadina che le consuete premesse non meriterebbero nemmeno di esser fatte, ma le cito lo stesso (non si sa mai): ospiti fortissimi, esperti, letali da sotto canestro e dalla media distanza, fisicati e senza nessuna voglia di cedere il passo; padroni di casa, dal canto loro, freschi (più o meno) e sbarazzini, intenzionati a impostare una partita su ritmi alti e volumi di tiro importanti, ma soprattutto desiderosi di continuare a cavalcare l’entusiasmo scaturito dalla scorsa trasferta che ha visto i ragazzi in maglia arancio trionfare all’ultimo respiro, dopo una resistenza titanica condotta contro i padroni di casa di San Secondo Parmense, per continuare la propria opera di ricostruzione dopo un avvio di campionato complesso che ha lasciato un po’ di amaro in bocca ai Thunder.


Forse più di tutti i derby vissuti negli scorsi anni, quello di venerdì prende avvio nell’assoluto

equilibrio tra le squadre: niente break, niente giocate fantascientifiche, niente alti e bassi ma la solita, inesorabile lotta su ogni asse del parquet.

Ritmi bassi, non certo i preferiti dei Thunder, i quali però tengono duro e non lasciano mai scappare via gli ospiti, anzi, le maglie bianche parrebbero le più propense a tentare la fuga in avanti, che però non riesce mai.

A far da padroni durante i primi venti minuti sono senz’altro i falli rilevati dall’attento arbitraggio: tanti (troppi) falli della difesa bianca, che concede un ampio numero di tiri liberi agli ospiti; tanti (troppi) falli in attacco delle maglie rosse, che esagerano spesso con la fisicità per compensare il maggior atletismo – com’è naturale che sia – dei più giovani padroni di casa. Il risultato è un gioco spezzettato, con azioni offensive che faticano a prendere ritmo e a regalare spettacolo tecnico.

Gli ospiti sotto canestro si marcano a fatica e, per converso, al loro canestro non ci si avvicina granché, grazie all’arcigno presidio dell’area messo in atto. Dunque, i Thunder si affidano soprattutto al tiro dalla media, strategia che frutta qualche bel canestro ma, tirate le prime somme, non più dell’assoluta parità all’intervallo.



Il regolare andamento della partita, che riprende sulla falsariga del primo tempo, ci permette di raccontare direttamente l’ultimo quarto, quando, per qualche minuto, infuocando il pubblico amico ed ogni anima in maglia bianca, i Thunder sembrano riuscire ad affondare il primo break della gara, portandosi sul + 6 e dando l’impressione di poter prevalere nella durissima stracittadina; purtroppo, però, il tentativo non riesce e, complice una certa mancanza di determinazione dei nostri, gli ospiti ricuciono lo strappo minuto dopo minuto a suon di tiri liberi.

Ritrovata la parità, Carpine ha anche la forza di portarsi avanti sul + 2 mentre ai Thunder non riesce il contrattacco finale, cosicché il primo derby della stagione 2024-2025 va agli ospiti biancorossi.



La riflessione più sintetica, completa e sincera che mi sento di svolgere sul derby di venerdì 6

dicembre è la seguente: i Thunder hanno davvero lottato dall’inizio alla fine della partita contro la solita corazzata, di cui conosciamo ormai bene il valore indiscusso, prendendo anche buone scelte in attacco e senza concedere terreno in difesa – nonostante qualche fallo di troppo – aspetti che testimoniano sicuramente una grande crescita rispetto a quel mettevamo in campo negli anni scorsi in partite come questa. Rimane necessario fare un passo avanti, proprio come si è visto nella trasferta di Budrio perché, quando i Thunder riescono a mettere la testa avanti contro squadre fortissime, esperte e mai propense alla resa, come Heron e Carpine, i biancoarancio hanno poi la forza di chiudere la partita.

Manca sempre qualcosa: una difesa forte a perdifiato, una lettura saggia in attacco, un canestro decisivo su un tiro preso con la miglior lettura possibile… un dettaglio in tutta la gara, un singolo episodio che però, quando il risultato è davvero in bilico ed è rimesso alle ultime battute, fa tutta la differenza. La differenza fra vincere e perdere, fra iniziare la

prossima partita con tre punti in più o in meno in classifica.


Rimane indelebile la grande prestazione agonistica dei Thunder e rimane evidente la crescita dimostrata. Ora, per raggiungere la prossima pietra miliare nel nostro percorso dobbiamo sviluppare il sangue freddo, il coraggio e la consapevolezza necessarie per poter dire non solo di aver disputato un grande derby fino all’ultimo possesso, ma di averlo anche vinto.

GO THUNDER!


IL TABELLINO

CARPI CITY THUNDER vs CARPINE BASKET: 49-53 (16-12; 10-14; 13-13; 10-14)

CARPI CITY THUNDER: Bellelli 12, Cavallotti 11, Campedelli M. 8, Guidetti 5, Di Lorenzo (C) 4, Campedelli G. 3, Camurri 2, Maffezzoli 2, Esposito 2.


PROSSIMO IMPEGNO

RE BASKET 2000 vs CARPI CITY THUNDER

13 DICEMBRE 2024, ORE 21:45


 
 
 

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