Zona Thunder, PT. 67: Un bagno di umiltà che nessuno ha richiesto
- Giacomo Campedelli
- 19 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 9 feb
La sconfitta contro la capolista Sassuolo, con il punteggio di 59-74, non è stata una sorpresa, ma piuttosto l’ennesima conferma di una stagione che si sta rivelando più che deludente per i Carpi City Thunder. Non è tanto il risultato a preoccupare, quanto la consapevolezza che, anche in una partita che sembrava fin dall’inizio scritta, i Thunder non hanno mai avuto nemmeno l’illusione di poter prendere il controllo del gioco.
Questa squadra, più che una formazione coesa, appare come un insieme di individui, troppo spesso disorientati, che ogni volta sembrano più presi dalla loro partita personale che dal benessere collettivo. Il problema non è solo nelle sconfitte, ma nel modo in cui si affrontano, sia dentro che fuori dal campo. Quando si vince, tutto sembra sistemarsi magicamente e le lacune vengono ignorate o giustificate. Ma appena arriva una sconfitta, ci si concentra solo sugli errori e si cerca un capro espiatorio da incolpare.
In questa stagione, i Thunder hanno mostrato più volte il loro volto più egoista. Ogni partita è un continuo balletto di individualismi che non fanno altro che minare la coesione e il gioco di squadra. La causa di tutto ciò? La mancanza di fiducia reciproca. Un gruppo che non crede l’uno nell’altro è destinato a giocare da solo, ognuno sperando di risolvere la situazione con una giocata personale, senza rendersi conto che, così facendo, si crea solo più confusione. La fiducia è il collante che unisce i singoli giocatori, ma sembra che quest’anno nei Thunder non ci sia.

Non si tratta solo di egoismo: la squadra manca di un punto di riferimento chiaro in campo, un leader che sappia indirizzare le azioni e far sì che ogni giocatore sappia esattamente quale sia il proprio ruolo. Senza questa guida, ognuno si assume responsabilità che non gli competono, ma questo non fa altro che aggravare la situazione. Il risultato? Tutti sembrano rincorrere lo stesso obiettivo: fare canestro. Un obiettivo che, sebbene importante, non è l’unico che conta. Le statistiche, che nel basket sono spesso usate per misurare il valore dei giocatori, ci raccontano di una squadra monodimensionale, dove si trascura tutto ciò che non riguarda il singolo canestro: rimbalzi, assist, palle recuperate, difesa… le "piccole cose" che, alla fine, sono quelle che fanno la differenza tra una squadra che vince e una che si arrende.
Non c’è dubbio che per fare la differenza in un campionato ci vogliano allenamento e esperienza. Ma c’è qualcosa che ogni singolo giocatore può e deve fare, anche a prescindere dal talento: lavorare sulle piccole cose. Un passaggio preciso, un rimbalzo conquistato, un’uscita difensiva tempestiva. Sono queste le basi su cui costruire una squadra, eppure sembrano essere le prime a essere dimenticate ogni volta che la palla si alza in aria.
Questa stagione, fino a questo punto, non è altro che una lunga disillusione.
Ma ribaltarla è ancora possibile!
Non servono rivoluzioni, ma un ritorno alla disciplina, all’umiltà e al sacrificio. I Thunder devono smettere di nascondersi dietro il gioco individuale e imparare che solo come squadra si può sperare di uscire da questo tunnel buio. Non c'è altra strada.
IL TABELLINO
CARPI CITY THUNDER vs PALL. SASSUOLO: 54-79 (17-19; 16-18; 10-24; 11-18)
CARPI CITY THUNDER: Cavallotti 21, Bellelli 13, Campedelli M. 8, Esposito 4, Barigazzi 3, Campedelli G. 3, Di Lorenzo (C) 2, Porro, Bulgarelli, Maffezzoli, Storchi.
PROSSIMO IMPEGNO
SANTOS CLEVERTECH vs CARPI CITY THUNDER
21 GENNAIO 20254, ORE 20:15
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